Aggiornamento Professionale Inutile per gli Assicuratori?

Categorie: Leggi e Fisco | 25/04/2012

assicuratori formazione 150x150 Aggiornamento Professionale Inutile per gli Assicuratori?Aggiornamento professionale cosiddetto delle 30 ore inutile per gli assicuratori? Si tratta di una questione aperta che dovrebbe essere dibattuta in modo approfondito soprattutto da parte degli addetti ai lavori e da chi è effettivamente interessato da tale disposizione.

Una delle proposte più recenti, ad esempio, è quella di prevedere una frequenza biennale obbligatoria, così come è stato previsto da parte delle modifiche introdotte al Regolamento sulla intermediazione assicurativa.
Molti assicuratori si trovano, quindi, nella necessità di completare la propria formazione continua in tempi utili, giungendo al termine dell’anno con l’adempimento dell’obbligo non ancora assolto.

Questo comporta un’inverosimile corsa contro il tempo per trovare un ente o una società di servizi disposta ad erogare i corsi, spendendo il meno possibile, sia dal punto di vista del tempo impiegato per l’espletamento sia in termini puramente economici.

Si tratta, quindi, di un mero obbligo a cui ottemperare e non di un vero e proprio interesse agli argomenti da approfondire; obbligo che si traduce, in effetti, nell’ottenimento della certificazione necessaria da esibire in seguito ad un eventuale controllo effettuato da parte dell’Isvap.
Le società di formazione che hanno in catalogo tali corsi non sono, dal canto loro, numerose ed estremamente eterogenee sono le tipologie di erogazione dei corsi, che possono basarsi su aula, autoapprendimento, formazione a distanza (FAD).

Alcune associazioni degli intermediari, tuttavia, hanno iniziato a proporre l’acquisto agevolato di un corso di 30 ore, con test finale e modalità FAD per l’erogazione, tentando di dare una risposta alle necessità dei propri iscritti.
È chiaro, tuttavia, che i requisiti minimo di contenuto e di certificazione non sono sempre garantiti da queste modalità di approccio, visto che si ottiene una sostanziale semplificazione dell’offerta al fine di ottenere la certificazione e l’adempimento dell’obbligo formativo.

Purtroppo, secondo alcuni, è propri il fatto che esista un obbligo a rendere più povero l’aggiornamento e l’adeguamento professionale, non offrendo sufficienti garanzie neanche al consumatore finale. D’altra parte, anche gli esperimenti condotti con altri ordini professionali, ad esempio quello dei farmacisti o dei medici, ha dimostrato che i risultati ottenuti sono spesso poco soddisfacenti e non sufficientemente adeguati alle effettive necessità mostrate dal mercato.

Sarebbe molto più efficace, dunque, legare la formazione degli agenti ai reali cambiamenti che intervengono nel settore, interessato da innovazioni legislative, normative, giurisprudenziali o anche dovuti all’introduzione di nuovi prodotti.
È interesse anche delle compagnie assicurative che gli intermediari siano adeguatamente informati in materia, per cui potrebbero essere esse stesse a farsi carico di ciò, adottando una politica di formazione costante al fine di incrementare e migliorare la distribuzione dei propri prodotti.

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