ASPI: L’Assicurazione Sociale Nasce con la Legge 92/12

Categorie: Leggi e Fisco | 06/08/2012

A partire dal 18 luglio 2012 è diventata operativa a tutti gli effetti la nuova riforma sul Lavoro, mentre invece dal primo gennaio 2013 diventerà effettivo anche l’ASPI che consiste in un’indennità mensile per i lavoratori del settore privato, che si trovano momentaneamente in uno stato di disoccupazione.

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Questa assicurazione sociale sostituisce in pratica l’indennità di disoccupazione, prendendo il posto così di tutti i tipi di indennità che hanno il nome tecnico di ammortizzatori sociali; in ogni caso deve essere rispettato il limite previsto di 1.119 euro, ha una durata di un anno totale per le persone con più di 55 anni.

Ci saranno inoltre anche diversi interventi oltre all’introduzione dell’ASPI: il contributo integrativo ad esempio sostituirà quello che oggi viene chiamato DS, il contributo di tipo addizionale che invece è pensato per chi lavora con un contratto a tempo determinato, c’è anche però il contributo che dovrà versare il datore di lavoro nel caso in cui un dipendente venga licenziato per una motivazione diversa dalle dimissioni sempre dal 1° gennaio 2013.

Quet’ultima tipologia può essere considerata un contributo di licenziamento, infatti si può applicare anche in altri casi come ad esempio nel licenziamento con giusta causa oppure per cessazione dell’attività aziendale: consiste nel 50% del trattamento iniziale per ogni 12 mesi di anzianità negli ultimi tre anni.

Se ad esempio viene licenziato un lavoratore che ha alle sue spalle un’anzianità di tre anni vedrà versato un contributo ASPI di circa 1.327 euro; ciò che è certo però che questo nuovo provvedimento non è in grado di aiutare tutti i disoccupati che attualmente ci sono in Italia visto che molti giovani soprattutto sono ancora alla ricerca della loro prima occupazione.

Visto che queste nuove indennità tutelano solamente alcune categorie di lavoratori, non tutti sono propriamente contenti: i precari ad esempio non saranno certamente soddisfatti visto che per ottenere questo sostegno devono aver lavorato almeno 52 settimane negli ultimi due anni e avere un reddito superiore annuo ai 10.000 euro.

La mini-Aspi invece, sembra più facile da raggiungere e già esisteva in precedenza nel nostro ordinamento, e con la quale un lavoratore precario può arrivare a prendere anche 925 euro circa per chi ha lavorato solo tre mesi, mentre chi ha lavorato per un mese otterrà molto di più.

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