Assicurazione caso Morte e Suicidio

Categorie: Assicurazione Personale, Assicurazione Vita | 14/06/2010


Purtroppo siamo costretti, a volte, a trattare argomenti spiacevoli ma che hanno inevitabilmente delle ripercussioni sulle nostre vite e su quelle dei nostri cari. È il caso delle polizze caso morte legate al suicidio dell’assicurato, una condizione che ci si augura comunque di non dover mai affrontare.

Nel caso di suicidio dell’assicurato si deve far riferimento all’articolo 1927 del codice civile, nel quale si trova scritto che, se il decesso avviene prima che siano passati due anni dalla stipula del contratto, la compagnia assicurativa non è obbligata a risarcire gli eredi con il pagamento del premio, a meno che non siano presenti accordi specifici sul contratto.

L’assicurazione morte, nel caso di suicidio, è molto rischiosa in termini economici per i contraenti e i beneficiari, anche perché le compagnie si tutelano moralmente, includendo clausole che tendono a scoraggiare questa eventualità, ritenuta eticamente non accettabile per un’impresa.


Le compagnie assicurative sono altamente salvaguardate dalla legge nel caso in cui un proprio contraente decida di suicidarsi: la legge non può ammettere alcuna istigazione a compiere un atto così profondamente doloroso.

Pertanto, è bene sapere che nessun problema si può risolvere in questo modo anzi, è sempre meglio rivolgersi a chi può darci una mano ad uscire da una situazione difficile che sembrerebbe –ma solo apparentemente- metterci con le spalle al muro e tornare a sorridere alla vita.

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