Assicurazione e Modernità, come Evitare la Sovrapposizione con la Finanza

Categorie: News | 22/09/2012

Assicurazione finanziaria 150x150 Assicurazione e Modernità, come Evitare la Sovrapposizione con la Finanza Come chi lavora nel settore è pronto a far notare, essere un assicuratore è qualcosa che va al di là del ruolo istituzionalizzato che è facile immaginare. Questo perché, spesso, un assicuratore è tenuto a trovare soluzioni per problemi che ancora non sono considerati “comuni” ma che devono essere risolti per consentire ad un'azienda o ad un privato di poter proseguire con la propria attività senza pericoli e con riconosciute tutele.

Va da sé che è implicita una certa necessaria inventiva ma anche la capacità di sincretismo che porta a sommare fra di loro elementi complessi eppure riducibili a finalità comuni e quotidiane.


Diverso il discorso dell'alta finanza che, naturalmente, è legata a imperativi e principi diversi.

Tuttavia, anche a causa dell'andamento dell'economia generale e del rapporto con il potere, le assicurazioni sembrano aver preso più la strada dell'alta finanza che quella per cui sono nate originariamente, mutando orientamento e abbandonando i principi ispiratori iniziali.
Meno interesse per il sociale, quindi, e più per fondi, azioni e strategie finanziarie. Il che significa anche non essere particolarmente attenti alle esigenze dei comuni cittadini quanto a quelle di chi maneggia grossi capitali.

Accade, quindi, che gli interessi assicurativi e quelli finanziari finiscono per confluire in un unico calderone decisionale, scontrandosi talvolta durante lo stesso consiglio di amministrazione come ha mostrato, ultima in ordine di tempo, la vicenda Unipol- Fonsai.

Ecco, quindi, che le compagnie assicurative dovrebbero cercare di ritrovare la giusta rotta, orientandosi verso un nuovo equilibrio e, probabilmente, una nuova divisione dei poteri che riporti l'assicuratore al centro delle relazioni per la contrattualizzazione dei rischi.

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