Assicurazioni Calamità Naturali e Costi per la Collettività

Categorie: Polizze Assicurative | 13/05/2012

assicurazioni calamità Assicurazioni Calamità Naturali e Costi per la CollettivitàAumentare le accise sulla benzina, spesso, è uno dei principali modi attraverso cui interviene il governo quando è messo alle strette dal verificarsi di un’emergenza dovuta ad una calamità naturale.
L’incremento delle tasse serve, nella sostanza, a compensare le spese sostenute, attraverso la Protezione Civile, per prestare i dovuti soccorsi alle popolazioni colpite da eventi così difficili con cui confrontarsi senza uno Stato in grado di offrire il supporto adeguato.

Tuttavia, il malcontento popolare provoca delle riflessioni in merito a tale operato, ed è giusto che gli operatori del settore possano immaginare delle soluzioni alternative, magari più efficienti anche se bisognose di riforme di ampio respiro.

Le riflessioni del Presidente Cineas

Ad esempio, è di pochi giorni fa una dichiarazione proveniente da parte di Bertani, presidente della Cineas, che reputa l’aumento della benzina un’operazione priva di senso se non è inserita in un più ampio disegno complessivo in tema di protezione civile e disastri naturali.

Che si tratti di accise sui carburanti o di ulteriori fantasiose tasse come quelle ipotizzate – e poi prontamente ritirate – sugli sms, sembra sempre che i governi brancolino nel buio per ciò che riguarda la copertura finanziaria delle operazioni di tutela legate a terremoti, alluvioni, frane.

I tentativi per inserire ciò in un quadro di più vasta portata sembrano arenarsi di fronte ad una certa brutta cultura dell’emergenza, la quale punta alla soluzione di casi isolati o una tantum.
Purtroppo, la storia ci insegna che con questo atteggiamento non si va da nessuna parte, il controllo della spesa appare arduo e la soluzione dei problemi rimane lontana dal trovare una soluzione significativa e duratura.

Soprattutto nel nostro Paese, poi, dove più della metà della popolazione vive in aree che sono considerate a rischio di terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche e frane.
D’altra parte, gli studi condotti da parte dell’Agenzia Europea per l’Ambiente dimostrano che, in appena 20 anni, l’aumento subito dalle catastrofi naturali è stato brusco, senza contare che si rischia un ulteriore incremento in futuro, in modo particolare al Centro e al Sud Italia.

Di conseguenza, anche il costo annuale che lo Stato deve sostenere è aumentato, rendendo vano il palliativo fin qui adottato tramite decreti di emergenza ogni qual volta si verificava un disastro.

La soluzione negli altri Paesi

La soluzione potrebbe essere quella di adottare delle polizze assicurative obbligatorie in modo tale che lo Stato non debba accollarsi tutto l’onere dei rimborsi e degli aiuti alle popolazioni colpite. Spagna, Francia e Svizzera, per esempio, hanno da tempo intrapreso questa strada, obbligando ciascun cittadino a sottoscrivere un’assicurazione calamità naturali che provvederà, in caso di eventi catastrofici, ad un indennizzo immediato.

Anche il Marocco e la Romania hanno deciso di legiferare in tal senso, lasciando l’Italia sola lungo una strada intrapresa anni e anni fa ma, ormai, impraticabile se non a scapito dei cittadini stessi, che sono i destinatari ultimi di balzelli e disservizi.

Tuttavia, viene da chiedersi come mai nel Bel Paese si sia così indietro.
A quanto pare, sempre secondo le riflessioni di un esperto come Bertani, appare evidente che in Italia si opera una sorta di rimozione collettiva. L’attenzione posta a questi temi è elevata solo nel momento in cui un evento grave si verifica. In quel caso, la copertura mediatica è garantita e tutti si interrogano sul da farsi, salvo non provvedere in modo costruttivo una volta terminata la spinta emotiva.

Inoltre, bisogna anche ammettere che il tema stesso è particolarmente complesso e il dibattito fra le parti coinvolte è piuttosto acceso, rendendo difficile stabilire un approccio cooperativo e un dialogo non formale ma sostanziale.
Di conseguenza, la copertura finanziaria in seguito a calamità naturale non sembra essere priorità e la discussione in merito viene prontamente abbandonata. Almeno fino all’emergenza successiva.

Sarebbe interessante, invece, e anche molto utile effettuare una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, in modo che tutti si possano rendere conto che, a trarre vantaggio da una legge che regolamenti le coperture assicurative per le calamità naturali, è proprio il consumatore.
I cittadini, allo stato attuale dell’arte, sono ben consapevoli che il sistema è inefficiente e che provoca delle distorsioni notevoli; inoltre si sa bene che il 75% della popolazione è a rischio di eventi catastrofici, per cui una protezione e una pianificazione accurate sono più che necessarie.

Riuscire a realizzare un sistema virtuoso vuol dire anche far sì che i cittadini colpiti dai danni possano ottenere i rimborsi in tempi rapidi, mentre una sinergia di intenti tra compagnie assicurative, dipartimento della Protezione Civile e associazioni dei consumatori riuscirebbe a creare una rete di conoscenza e a promuovere la nascita di un sistema misto che veda operare fianco a fianco comunità locali, Stato e società d’assicurazione private.

Le potenzialità del sistema ci sono tutte secondo Bertani, a patto che si inizi il prima possibile con la sottoscrizione di assicurazioni specifiche contro i danni da calamità naturali. Per incentivare ad effettuare tale scelta sarebbe opportuno, per esempio, offrirne la deducibilità dalle tasse.

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