Assicurazioni contro le Catastrofi, solo la Prevenzione può Fare la Differenza

Categorie: News | 16/05/2013

assicurazione 150x150 Assicurazioni contro le Catastrofi, solo la Prevenzione può Fare la DifferenzaChe l’Italia non sia realmente in grado di far fronte agli episodi catastrofici che avvengono sul proprio territorio è ormai un dato sotto gli occhi, al quale ci siamo sempre più assuefatti, e sulla nostra pelle, nel corso dei decenni.
Terremoti, insurrezioni, guerre, maremoti o alluvioni: tutti questi eventi, considerati catastrofali, sono anche quelli generalmente e genericamente esclusi dai contratti assicurativi così come previsto dall’articolo 1912 del Codice Civile. Esclusi, naturalmente, salvo diverse disposizioni esplicitamente previste in fase di stipula. D’altra parte, è ciò che avviene in molti altri Paese, dove si è più o meno obbligati – a seconda del modello di riferimento – alla stipula di un prodotto assicurativo che possa garantire una più facile ripresa dopo il verificarsi di un evento catastrofico.


Eppure, nella nostra Italia, incuranti di ciò che avviene nel resto del mondo, i politici non riescono a trovare accordi per evitare che questo genere di situazioni rischi di mettere in ginocchio, da un punto di vista economico oltre che sociale, il Paese.
L’Italia, infatti, si ritrova con un’assenza di regolamentazione legislativa davvero non più procrastinabile. Quello che puntualmente accade, quindi, è il ricorso a strumenti legislativi d’urgenza in seguito, ad esempio, ad un terremoto, senza che però vi sia alcunapianificazione. La spesa, com’è ovvio, cresce ulteriormente mentre si potrebbe imparare a contenerla se non ci si affidasse a all’improvvisazione.

In Francia, per esempio, tutti i privati sono tenuti a stipulare un’assicurazione incendio all’interno della quale siano previste delle clausole per la tutela dalle catastrofi naturali.
Tuttavia, se si dovesse verificare un evento di proporzioni significative a supporto dell’assicurazione privata giunge quella pubblica, alimentata con fondi statali.
Proprio un sistema ibrido, quindi, potrebbe essere la soluzione più funzionale per la nostra nazione, consentendo un passaggio morbido da un regime di anarchia ad uno in cui la regolamentazione agisce a salvaguardia degli stessi cittadini. E che potrebbe, sul lungo periodo, favorire una cultura della prevenzione che si possa applicare a settori come quello edile, magari con la messa in sicurezza degli edifici esistenti e con la costruzioni di nuovi dalle comprovate caratteristiche antisismiche prima di tutto.

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