Assogestioni analizza i Sottoscrittori di Fondi Comuni

Categorie: Polizze Assicurative | 25/05/2012

assogestioni Assogestioni analizza i Sottoscrittori di Fondi ComuniAssogestioni ha deciso di dare vita ad una singolare analisi, effettuando una sorta di identikit dell’utente medio che decide di investire in fondi comuni, studiando quali strumenti sono realmente a disposizione e che tipo di uso ne viene fatto.

La ricerca, dal titolo “I fondi comuni nel portafoglio delle famiglie italiane” è stata di recente presentata al Salone del Risparmio, offrendo numerosi spunti interessanti per gli addetti ai lavori.
La metodologia di ricerca si è basata sulle informazioni disponibili per gli investitori individuali residenti nel nostro Paese al 2010 con all’attivo almeno la sottoscrizione di un fondo comune di investimento.

Il 27% degli intervistati ha rivelato di preferire i fondi comuni a matrice obbligazionaria, mentre a scalare, il 17,9% preferisce quelli flessibili, il 16% quelli azionari e il 14,3% quelli di liquidità.
Azioni e obbligazioni, in composizione mista, è relativo al 13% dei portafogli.

I fondi vengono sottoscritti principalmente attraverso l’adesione a piani di accumulo, che sono a loro volta associati a prodotti dal rischio medio alto. La metà di tutti coloro i quali hanno aderito ad un piano di accumulo hanno anche sottoscritto un fondo azionario o comunque flessibile.

Sempre sul finire del 2010, ciascun investitore tendeva a ripartire il capitale tra due o più fondi e si può notare che, tra i sottoscrittoti di fondi che si sono affidati ai promotori finanziari, è più facile che si verifichi la possibilità di avere nel proprio portafogli anche un fondo azionario.
La frequenza appare maggiore che per chi si affida al tradizionale consulente bancario.

È chiaro, comunque, che vista la materia particolarmente delicata, la qualità della consulenza è tutto. Solo la creazione di un buon rapporto con il cliente, infatti, permette la creazione di quelle premesse che sono alla base dell’acquisto di prodotti dal rischio medio alto.
La profilazione degli utenti dimostra, inoltre, che i residenti al Nord, di sesso maschile e con già una certa esperienza del prodotto hanno una maggiore inclinazione a sottoscrivere due o più fondi.

Ad ogni modo, la tendenza vede le donne recuperare posizioni sugli uomini, rappresentando il 43% di tutti i sottoscrittori, mentre il ricambio generazionale è ancora insufficiente, segno di un invecchiamento degli utenti. È altresì probabile che i più giovani tendano a non avvicinarsi a questi prodotti a causa di una mancanza di esperienza e dello scotto pagato per l’incertezza sul futuro, sia lavorativo sia personale, cosa questa che non porta certo ad accumulare grandi risparmi.

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