L’assicurazione Generali vuole espandersi anche in Cina. È questo ciò che sta provando Sergio Balbinot per espandare il mercato della compagnia assicurativa anche in Asia. I problemi però sono molti. Intanto la Cina ha mercato abbastanza chiuso. I colossi assicurativi cinesi sono storici e insediati nel territorio da tempo. La Cina vieta a compagnie estere di acquisire compagnie cinesi. Questa sarebbe la strada più breve per Generali per riuscire ad avere mercato anche in Cina. Quindi bisogna che la compagnia parta praticamente dal nulla. Generali conta tuttavia su un buon rapporto con la società petrolifera cinese: Cnpc (China National Petroleum Corporation). Con questa azienda la compagnia assicurativa ha una forte partner nel territorio, con una collaborazione che dura da anni.

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In questi giorni di vacanze, ci sta bene discutere dei dati che una delle ultime indagini commissionate dalla compagnia assicurativa Direct Line, famosa per le rilevazioni statistiche con le quali cerca di conoscere meglio il mercato delle assicurazioni in Italia.

Si tratta di una ricerca tesa a evidenziare quale è il comportamento adottato all’estero dai guidatori del Bel Paese, per comprendere le motivazioni di un’eventuale maggiore (o minore) incidenza di sinistri.

E in effetti, la sorpresa è proprio nella maggiore attenzione al codice della strada che gli Italiani al volante hanno qualora si tratta di condurre il proprio veicolo al di fuori dei confini nazionali.

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Assicurazioni e Pubblicità Ingannevoli

Scritto il 1 agosto, 2010. Inserito in Assicurazione News News


Essere sempre dotati di spirito critico nei confronti delle pubblicità, sopratutto per quanto riguarda le assicurazioni delle auto o sulla vita, è un bene, perché si potrebbe incappare in qualche disavventura a causa di un messaggio promozionale troppo spinto e poco chiaro.

È quanto è successo con l’advertising pensato per la polizza d’assicurazione “100 e lode” della compagnia Arfin, che aveva iniziato a promuovere il proprio prodotto su diversi giornali.

La polizza era pensata per i genitori che vogliono versare un premio annuo, puntando al futuro universitario dei ragazzini.

Quello che appariva immediatamente chiaro, era che si poteva pagare una certa cifra, 550 euro per bambino assicurato” con la quale si sarebbero potuti ottenere fino a 120mila da investire negli studi del piccolo. Le condizioni della polizza prevedevano che il piccolo non avesse più di dieci anni all’atto della sottoscrizione ma anche che, una volta divenuto grande, riesca a prendere l’esame di maturità portando a casa un voto eccellente, 100 e lode.

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