Clausole Limitative e Contratti Assicurativi

Categorie: Leggi e Fisco | 06/12/2011

Clausole limitative 150x150 Clausole Limitative e Contratti AssicurativiIn determinate circostanze, si tratta di una soluzione trovata da parte degli utenti per riuscire a risparmiare sull’rc, soprattutto quella obbligatoria per la circolazione su strada dei veicoli a motore. In altri casi, non vi è una così stretta relazione con il premio da pagare ma certo si tratta di condizioni messe nere su bianco sul contratto assicurativo che ci si appresta a firmare e che possono rappresentare un parametro significativo per scegliere un prodotto al posto di un altro. Stiamo parlando delle cosiddette clausole limitative, ovvero di tutte quelle clausole che vengono inserite, a norma di legge, per limitare la responsabilità da parte della compagnia d’assicurazione nei confronti del proprio cliente.

Attenzione ai contratti

Queste clausole possono essere presenti non solo nei contratti di responsabilità civile auto o moto, ma anche in quelle accessorie o in quelle appartenenti proprio ad altri rami. Si tratta, dunque, delle condizioni che una compagnia pone in essere per non applicare alcuna copertura, o al massimo una copertura ridotta, nel caso in cui si verifichino determinati sinistri in precise circostanze.


L’inosservanza di tali clausole, inoltre, comporta anche la riduzione di un risarcimento o la sua totale negazione.
Ecco perché bisogna essere particolarmente attenti a quanto si legge nei contratti e non sottovalutare le informazioni in esso riportato, pena la perdita di valore della polizza assicurativa sottoscritta.
Prima di decidere per un prodotto o per un altro, inoltre, andrebbe effettuata un’analisi attenta e dettagliata, in modo da evitare in seguito di scontrarsi con delle clausole limitative prese sotto gamba ma impattanti nel momento in cui si dovesse verificare un incidente.
In particolare, sarà bene focalizzare la propria attenzione su alcune parole quali rivalsa, franchigia, esclusione, scoperto. È proprio intorno a questi concetti, difatti, che si costruiscono le clausole di cui sopra.

Analizziamo ciò che si può nascondere dietro ciascuno di questi termini, valutandone l’inserimento o meno nell’assicurazione, magari chiedendo un compromesso sul premio da pagare al proprio agente assicurativo.
È al momento della sottoscrizione, infatti, che si dovrà tenere conto del bilanciamento possibile tra clausole limitative e contenimento dei costi, cercando di risparmiare ma senza perderne in sicurezza e tranquillità.

Clausole limitative in dettaglio

La franchigia, per esempio, è di solito espressa con una cifra fissa e si applica sulla somma assicurata. A quanto ammonta, lo si sa fin da subito, visto che è indicata in modo chiaro sul contratto. Talvolta, comunque, potrebbe anche essere relativa. In ogni caso, comunque, ciò che comporta è semplice. Il cliente sarà sempre tenuto al pagamento di una somma nel caso in cui i danni effettuati siano superiori o pari alla cifra fissata come franchigia. In caso di franchigia relativa, la compagnia assicurativa pagherà per la differenza; in caso di franchigia assoluta il danno sarà tutto esclusivamente a carico del cliente.
Ad una prima analisi, la franchigia potrebbe apparire simile allo scoperto, tuttavia non è così.
Lo scoperto non è una cifra fissa ma è espresso in percentuale e si applica sul danno causato. Di conseguenza, non può essere definito a priori. Ad ogni modo, si tratta di quella somma il cui importo grava sul cliente e che non è coperta da parte della società assicurativa. Scoperto e franchigia possono tranquillamente essere presenti nello stesso contratto ma, la prima, sarà espressa da una cifra fissa e sempre uguale, quale che sia l’importo dei danni da rimborsare, il secondo verrà calcolato solo una volta che tale importo sia stato fissato.
Bisogna notare, in aggiunta, che sia lo scoperto sia la franchigia possono essere presenti in numerosi contratti assicurativi e non solo in quelli di rc auto, ma anche in assicurazioni kasko, all risk, furto e incendio. Si declinano, ancora una volta, come il valore minimo superato il quale si attiva realmente la polizza assicurativa.
È bene sapere, comunque, che ad una franchigia più alta dovrebbe corrispondere un premio inferiore, altrimenti si tratta di una condizione che non porta alcun tipo di vantaggio al consumatore.
Il diritto di rivalsa fa sì che la compagnia d’assicurazione si possa rivalere sull’assicurato dopo aver indennizzato un sinistro. In pratica, se per la società assicurativa il cliente ha violato delle clausole, la stessa procederà ad un rimborso alla parte lesa salvo chiedere al proprio assicurato, in seguito, di rientrare della spesa ingiustamente sostenuta. L’assicurato può essere tenuto a restituire tale somma in toto o in parte, a seconda degli accadimenti.
Le esclusioni di responsabilità e le clausole limitative annesse sono sempre elencate in modo particolareggiato. Un esempio è dato dalla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, il mettersi al volante con patente scaduta o comunque non valida, numero di passeggeri superiore all’omologazione del veicolo, informazioni mendaci fornite da parte dell’assicurato al momento della stipula del contratto e così via.
Leggere sempre con attenzione ciò che si sta per firmare è sempre un consiglio valido, anche nel caso in cui ci si fidi di chi ci sta proponendo l’assicurazione del momento.

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