Danni alla Persona e Applicazione delle Tabelle per il Risarcimento

Categorie: Leggi e Fisco | 04/01/2012

danni persona 150x150 Danni alla Persona e Applicazione delle Tabelle per il RisarcimentoLe compagnie assicurative, così come previsto dalla legge, prevedono che sia possibile il risarcimento dei danni alla persona a seconda dell’entità e del tipo verificatosi. Nello specifico, si parla, infatti, di danno biologico temporaneo oppure permanente, danno morale, danno patrimoniale, spese mediche, spese legali.

I danni biologici vanno calcolati in base a quanto previsto dalla giurisprudenza che, con la sentenza della Corte Costituzionale n 445/95, ha dichiarato non corretta l’applicazione del parametro cosiddetto reddituale per la liquidazione di un danno alla salute dell’assicurato quanto, piuttosto, ha raccomandato equità nel trattamento di circostanze fra loro simili, effettuando una precisa valutazione di ciascun caso concreto.
Esistono delle apposite tabelle di riferimento che consentono di calcolare in modo preciso l’importo per la liquidazione, ma è opportuno verificare che la loro applicazione avvenga in modo professionale e corretto.


Diamo, quindi, delle indicazioni in merito, così da poter eventualmente richiedere un maggior rispetto per i nostri diritti.
Prima di tutto, l’accertamento medico legale deve essere sempre eseguito dopo che la guarigione clinica è avvenuta, così che tutti gli eventuali postumi possano essere considerati stabilizzati. Una perizia troppo precoce potrebbe non tener conto, infatti, di alcune specificità mostratesi successivamente l’evento o la cura principali.
Le percentuali d’invalidità indicate devono essere riferite ad una generica capacità lavorativa, considerata media per un lavoratore. Queste stesse percentuali possono essere passibili di variazioni nel caso in cui si verifichi una maggiore o minore incidenza della menomazione riscontrata sulla capacità di lavorare dell’utente.
L’invalidità permanente, sempre ottenuta in percentuale, non è alla stregua delle aliquote con cui si calcolerà la perdita di reddito derivante da una diversa capacità lavorativa.
È interessante notare come, nel caso di micro invalidità non si possa applicare la valutazione fornita dalle tabelle, dal momento che le stesse menomazioni di piccola entità, pur se permanenti, non incideranno sensibilmente sulla capacità lavorativa. In questo caso, si dovrà ricorrere ad una valutazione del danno biologico in quanto tale.
La valutazione dell’invalidità permanente del soggetto, comunque, deve essere effettuata basandosi su tutti quegli elementi considerati aventi carattere di certezza o di elevata probabilità.
La valutazione dell’invalidità deve tener sempre conto dello stato di salute precedente dell’utente, il che significa non sottovalutare l’età, il sesso, la preparazione professionale, le eventuali menomazioni pre-esistenti.

Infine, in caso di più lesioni, il grado di invalidità non potrà corrispondere alla somma delle percentuali singole ma deve includere una valutazione su scala globale della riduzione della propria capacità lavorativa.

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