Dati e Privacy, cosa pensa l’ Unione Europea Assicuratori

Categorie: Polizze Assicurative | 23/05/2012

uea1 150x150 Dati e Privacy, cosa pensa l Unione Europea Assicuratori L’Uea, l’Unione Europea Assicurazioni, ha dato il via al dibattito relativo all’uso dei dati sensibili nel contesto del rispetto della privacy, un tema estremamente caro a quanti lavorano nel settore assicurativo e finanziario.

La stessa qualità della consulenza assicurativa, infatti, è strettamente legata al modo in cui diventa possibile usare le informazioni degli utenti, nel pieno rispetto del diritto alla riservatezza che ciascun agente deve avere sempre a mente.
La situazione attuale, invece, anche dal punto di vista della giurisprudenza, appare abbastanza confusa, tanto da richiedere un intervento mirato di quanti sono coinvolti per lavoro nella trattazione di questo ambito.

Ad intervenire al convegno, il presidente dell’Uea, Filippo Gariglio; Roberto Conforti, Vicepresidente dell’Uea; Michele Vellano, professore ordinario di Diritto dell’Unione Europea e avvocato; Pierpaolo Marano, avvocato oltre che professore associato di Diritto delle assicurazioni presso la facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica di Milano; Rigel Langella, avvocato e giudice presso il Tribunale di Velletri.

Ad emergere da tale seminario è l’intero scenario delle assicurazioni nel nostro Paese.
Il mercato appare chiaramente in mano a poche compagnie: per l’esattezza, l’80% delle rc auto è intermediato da 10 società d’assicurazione. Proprio questa alta concentrazione identifica uno dei problemi del mercato. In altri Stati, ad esempio, l’intermediazione è per il 65% appannaggio degli agenti ma le compagnie assicurative ingaggiano una concorrenza molto più elevata fra di loro, situazione ben lontana da quella italiana, dove sembra esservi un inalterabile status quo.

Senza competizione, tuttavia, non può esservi innovazione, il numero dei prodotti sul mercato si riduce, la mobilità dei clienti anche. D’altra parte, non è con l’introduzione dell’obbligatorietà della norma che prevede la presentazione di tre diversi preventivi all’utenza che si risolve il problema, visto che l’intermediario si trova costretto ad agire contro il proprio interesse.

Inoltre, non si può chiedere ad un agente assicurativo di essere soltanto un collettore di dati per conto terzi, vista la sua vocazione ad interfacciarsi quale consulente a tutto tondo per l’utente.
In più, l’agente dovrebbe avere la sola responsabilità dei dati raccolti, ma molto spesso egli non agisce come un semplice incaricato da parte della compagnia, per cui dovrebbero essere presenti delle norme, nell’ordinamento giuridico, che ne restringano la responsabilità, chiarendo nel contempo il rapporto con la società d’assicurazione.

Purtroppo, sulla privacy non si sa ancora bene come comportarsi, a causa di cambiamenti costanti che rendono questo terreno ancora poco praticato e scivoloso, difficile da irregimentare e da inquadrare appieno.

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