Diminuzione del Welfare Pubblico e Incremento delle Assicurazioni Private

Categorie: News | 09/07/2013

assicurazione sanitaria 150x150 Diminuzione del Welfare Pubblico e Incremento delle Assicurazioni PrivateStando ad una ricerca condotta da SWG, ben due terzi degli italiani ritengono che il welfare pubblico subirà una diminuzione nei prossimi anni, aprendo la strada alle assicurazioni private e alle pensioni integrative che, a onor del vero, iniziano già a diffondersi significativamente tra ampi strati della popolazione.

Nel contesto attuale, alcuni interventi classici di welfare pubblico sono ritenuti indispensabili: ad esempio quello riguardante la tutela dei disoccupati e quelli relativi alla salute. Infatti, se per una qualunque situazione contingente ci si dovesse ritrovare con una riduzione della propria capacità di spesa, sarebbe sempre al pubblico che il 29% degli italiani si affiderebbe piuttosto che ad un ente privato.
Tuttavia, i rispondenti sembrano essere consapevoli delle trasformazioni del sistema in atto e si dicono largamente favorevoli a delle opzioni in grado di coniugare pubblico e privato insieme, dando vita a prodotti assicurativi ibridi.

I dati principali emersi dalla ricerca per conto del gruppo assicurativo Genworth sono stati discussi durante una tavola rotonda che si è tenuta lo scorso 4 luglio, per analizzare con esperti di svariati settore in che modo aiutare gli italiani nella protezione del tenore di vita. 
Ciò che emerge con più chiarezza è che, nonostante alcune ritrosie, gli intervistati sono consapevoli dell’esigenza di un nuovo approccio al welfare, così da poter contare su pubblico e privato allo stesso tempo. Il settore privato, primo fra tutti quello assicurativo, è chiamato a fornire sostegno al welfare pubblico nonostante, al momento, solo il 9% degli italiani sembri possedere una polizza assicurativa specifica che possa intervenire in caso di difficoltà finanziaria.
Senza dubbio, quindi, bisognerebbe iniziare da una maggiore sensibilizzazione sociale, incoraggiando gli utenti anche attraverso una serie di incentivi, magari soprattutto di tipo fiscale.

Il campione esaminato, comunque, mostra diversa sensibilità rispetto alle tipologie di decurtazione dei servizi che si verificherebbero. Nel complesso, si stima in una riduzione di circa un quarto dell’erogazione attuale, sebbene le fasce d’età comprese tra i 18 e i 24 anni e tra i 45 e i 54 ritengono meno probabile una maggiore intensità nei tagli pubblici.
Solo il 6%, infine, dipinge uno scenario davvero negativo, con il welfare completamente azzerato dallo Stato.

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