Interpretazione Isvap sull’ Obbligo di Tariffazione per Rca con Scatola Nera

Categorie: Assicurazione Auto | 26/04/2012

isvap.2 150x150 Interpretazione Isvap sull Obbligo di Tariffazione per Rca con Scatola NeraL’Ania ha considerato illegittima l’interpretazione data da parte dell’Isvap circa l’obbligo di diversa tariffazione nel caso in cui gli utenti optassero per una polizza assicurativa rc auto che preveda l’installazione della scatola nera.

L’Isvap, infatti, aveva deciso di pubblicare una lettera aperta al mercato, riportando alcune interpretazioni circa le disposizioni contenute all’interno del decreto liberalizzazioni varato dal governo.
Tuttavia, secondo l’Ania, gli obblighi previsti da parte dell’Isvap produrrebbero solo degli effetti negativi, sia per le compagnie di assicurazione sia per gli utenti.

Uno dei punti maggiormente contestati da parte dell’Ania riguarda l’obbligo di offrire determinate condizioni per le polizze assicurative rc auto che prevedono l’installazione della scatola nera.


La legge, infatti, secondo l’Ania offre solo una possibilità in più al cliente ma non determina alcun obbligo per le società assicurative che possono essere libere o meno di provvedere alla creazione di queste polizze.

Le imprese d’assicurazione devono certamente trovare un accordo con il potenziale assicurato, al fine di proporre degli sconti rispetto alla tariffa base senza scatola nera e devono garantire la manutenzione dello strumento ma non è detto che la legge debba intervenire in modo specifico in tal senso.
Il Legislatore, in effetti, non avrebbe imposto un obbligo preciso alle imprese, anche perché ciò avrebbe apertamente contrastato con la normativa comunitaria che prevede la libertà di tariffazione.

L’interpretazione Isvap

Rispetto all’obbligo che le imprese hanno di predisporre delle tariffe, su base biennale, per gli automobilisti che accettano l’installazione delle scatole nere, l’interpretazione dell’Isvap andava nella direzione di un risparmio per il consumatore. Infatti, pur lasciando invariata la formula bonus malus che contraddistingue la rca, secondo l’Isvap si sarebbe dovuto provvedere ad una riduzione del premio rispetto a quanto corrisposto nell’annualità precedente, così da applicare uno sconto diretto sulla polizza assicurativa.

Tuttavia, per poter far ciò la soluzione indicata da parte dell’Isvap scavalcherebbe la norma presente nel decreto liberalizzazioni, visto che dopo un primo anno a premio ridotto l’azienda dovrebbe essere messa nelle condizioni di poter prevedere un aumento del premio in rapporto alla crescita di fabbisogno.
Dunque, per chi non provoca sinistri, le variazioni dovrebbero avvenire ogni due anni e non prima.

Le obiezioni Ania

L’Ania punta il dito su tale interpretazione, sottolineando quella che è la realtà applicativa e il contesto nel quale si muove una compagnia d’assicurazione.

La stessa norma, in effetti, prevede che la riduzione del bonus malus venga calcolata in base al premio di tariffa, così come definito dall’art. 133 del CAP. Appare subito chiaro che questa si pone come l’unica interpretazione effettivamente convincente.
Per esempio, se nell’anno appena trascorso si fosse verificato un incremento nei costi complessivi previsti per i risarcimenti, l’aumento stesso determinerà un adeguamento tariffario per l’anno successivo, secondo una distribuzione che seguirà il principio di mutualità tra tutti gli assicurati.

Questo comporta anche, però, che il bonus percepito da coloro i quali ne hanno diritto per l’assenza dei sinistri sarà poi ridotto o addirittura annullato, a seconda dello sconto previsto.

Nel caso in cui, invece, il fabbisogno tariffario non dovesse aumentare, allora l’assicurato avrà riconosciuta una diminuzione effettiva del premio, rispetto a quanto pagato nell’anno precedente, sempre in base al contratto sottoscritto.

Se la prassi operativa dovesse conformarsi alle interpretazioni Isvap, sicuramente gli oneri aumenterebbero per le compagnie d’assicurazione e, di conseguenza, per i consumatori, almeno secondo quando dichiarato dall’Ania.

Addirittura, l’ipotesi è che si andrebbe nella direzione opposta a quella auspicata dalla proposta messa in campo dal Legislatore. Infatti, è facile che le compagnie assicurative provvederebbero ad aumentare i prezzi delle tariffe rispetto a quelle che sono ora in vigore, così da recuperare i costi maggiori che le imprese stesse dovrebbero riuscire a sopportare per le offerte obbligatorie di più economiche assicurazioni con installazione della scatola nera.

 Un risultato paradossale

Non vi è dubbio alcuno che il risultato ottenuto sarebbe, in realtà, paradossale. Inizialmente, a volere questo prodotto e la tecnologia relativa erano state proprio le compagnie di assicurazione. Infatti, esse ritenevano che l’installazione della scatola nera sarebbe servita a controllare lo stile di guida e gli incidenti, contenendo le possibilità di truffe perpetrate a proprio danno. A fronte di questa riduzione, le tariffe sarebbero dovute diminuire per gli utenti, che avrebbero potuto così iniziare a risparmiare sulla rc auto.
Invece, se la norma dovesse essere interpretata come l’Isvap ha proposto, le compagnie assicurative vedrebbero aumentare le proprie spese e sarebbero costrette – a loro dire – ad aumentare anche le richieste per i premi da pagare.

Questo si tradurrebbe in un immediato incremento delle tariffe anche per coloro i quali hanno già provveduto all’installazione delle scatole nere, credendo invece di risparmiare. In aggiunta a ciò, le imprese di assicurazione non potrebbero neanche avere la facoltà di cambiare annualmente il costo dei premi, andando contro a tutti quelli che sono i dettami in materia di libertà tariffaria previsti dall’Unione Europea.

 

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