La Pirelli Risarcisce i Danni da Amianto, ecco l’ Analisi Inail

Categorie: Leggi e Fisco, Polizze Assicurative | 21/03/2012

inail 150x150 La Pirelli Risarcisce i Danni da Amianto, ecco l Analisi InailBen 24 sono state le famiglie colpite nel corso del tempo dai danni provocati dall’esposizione all’amianto durante il proprio lavoro per la Pirelli.
Notevole la portata anche mediatica del processo, tenutosi presso il tribunale di Milano, nel corso del quale si sono visti tra gli imputati anche alcuni degli ex dirigenti, accusati di omicidio colposo e di lesioni colpose.
I risarcimenti, ammontanti a centinaia di migliaia di euro, vengono erogati da parte del colosso industriale in seguito a trattativa con i familiari delle vittime o con gli operai ammalati e testimoniano la volontà risarcitoria della Pirelli, già resa nota in udienza lo scorso 29 febbraio.


Non tutte le trattative, comunque, sono andate a buon fine. Di quelle intraprese, fin’ora, soltanto sei si sono concluse con esito positivo e una con un netto rifiuto.
Altre sei sarebbero ancora in corso, ma l’avvocato della Pirelli non ha voluto rendere noti ulteriori particolari, nonostante sia di dominio pubblico che le negoziazioni sono ancora aperte con l’Inail, l’Asl e con la Regione Lombardia.

È trapelato, tuttavia, che ogni nucleo familiare riceverà, in cambio del ritiro della propria costituzione di parte civile, una cifra di importo quantificabile in centinaia di migliaia di euro, a seconda del caso e della sua gravità.
Anche la famiglia di Enio Marciano, il primo che presentò denuncia in Procura dopo essersi ammalato, dando così il via alle indagini. L’operaio è deceduto nel 2002.

La Pirelli ha sempre dichiarato di essere profondamente addolorata per quanto accaduto ai propri dipendenti e alle loro famiglie, specificando di non aver mai utilizzato l’amianto quale componente per la realizzazione delle gomme, nonostante lo stesso materiale facesse parte delle componenti dell’edificio, a causa delle tecniche costruttive diffuse nel passato.
La pratica di risarcire le famiglie delle vittime tramite accordi extragiudiziali, tuttavia, non ha potuto fare a meno di raccogliere alcune critiche. L’Aiea, l’associazione italiana esposti amianto, tramite il proprio avvocato, ha parlato di vergogna nel monetizzare in questo modo la vita umana, che dovrebbe rimanere al di fuori e al di sopra di certe logiche.

Il legale, dunque, si è presentata in aula con una copia della sentenza recentemente emessa contro la Eternit di Torino, sentenza che ha portato alla condanna per anni 16 di reclusione due  importanti dirigenti della fabbrica.
L’associazione ha quindi chiesto di potersi costituire parte civile, chiedendo un risarcimento simbolico di un euro, così da sottolineare ancora una volta tutta la propria contrarietà a qualunque tentativo di monetizzazione della vita umana.

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