Piani di Accumulo (PAC) e Assicurazioni

Categorie: News, Polizze Assicurative | 15/03/2010

Per pensare al futuro e tutelarsi da improvvisi cambi di fortuna, o per mettere da parte qualcosa che potrà servire per i propri figli, una buona idea sono i cosiddetti PAC, acronimo che sta per “piano di accumulo”.

Nati come un prodotto finanziario legato alle banche, per tutelarsi dalle innegabili (e imprevedibili) fluttuazioni della Borsa, i piani di accumulo sono ben presto migrati anche nel portfolio delle imprese d’assicurazione, riscuotendo un discreto successo con i clienti. Come funzionano, allora, i piani d’accumulo? In pratica si tratta di mettere da parte un certo capitale che avrà una scadenza fissata.


I premi verranno versati ricorrentemente, andando ad incrementare il gruzzolo conservato nel salvadanaio della compagnia assicurativa: a scadenza, sarà poi versato al cliente in una tranche unica oppure, a scelta, in piccoli importi per un numero maggiore di anni. Questa è una grande differenza tra il PAC assicurativo e quello meramente finanziario: infatti, solo nel primo caso ci sarà una certa flessibilità sui termini della scadenza e sulla modalità di erogazione del capitale.

In caso di decesso dell’intestatario, di solito le compagnie continuano a versare il premio dovuto fino a maturazione del capitale, che sarà poi nel pieno diritto degli eredi. Infine, un’ultima importante annotazione: il tasso annuo di rivalutazione è sempre legato ad un fondo comune che si sottoscrive contestualmente alla polizza, ma il minimo assicurato è comunque una discreta percentuale, intorno al 2,5%.

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