Risarcire i Danni Psichici, una Sentenza Tedesca apre la Strada ai Rimborsi

Categorie: Assicurazione Auto, Leggi e Fisco | 16/04/2012

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La giurisprudenza è spesso chiamata in causa quando si affrontano temi inerenti l’assicurazione e i risarcimenti dovuti in seguito a sinistri.
Le normative, infatti, chiedono di essere interpretate in base alle richieste effettuate da parte dei soggetti coinvolti e non è raro che i magistrati coinvolti nel giudizio emettano delle sentenze più favorevoli agli utenti che alle compagnie d’assicurazione.
D’altra parte, si tratta di circostanze già verificatesi numerose volte e non soltanto nel nostro Paese.

Proprio di recente, ad esempio, una sentenza emessa in Germania ha aperto la strada a nuove interpretazioni e dibattiti per quanto riguarda il riconoscimento, e l’indennizzo, dei danni psichici causati dalla morte, in un incidente stradale, dei parenti stretti.

A pronunciarsi a favore è stata la Corte di Appello di Karlsruhe, accogliendo la richiesta avanzata da parte del marito di una donna deceduta in un sinistro stradale.
Si fa avanti l’idea, quindi, che in determinate circostanze la compagnia assicurativa che si è presa in carico la responsabilità civile per l’incidente causato dal proprio cliente possa essere anche obbligata al risarcimento dei danni di natura psicologica causati ai parenti della vittima, rifondendo una somma per il dolore e la sofferenza causati.

Il caso specifico dibattuto in Germania riguardava il marito di una donna che ha sostenuto di essere stato colpito da uno stato di shock e dolore profondissimi dopo la morte della moglie, tanto da non essere stato in grado di lavorare per un lungo periodo di tempo.
Lo stress acuto subito con la perdita del congiunto è sfociato in una seria depressione che ha invalidato profondamente la vita dell’uomo, tanto da spingerlo a chiedere un congruo risarcimento.
Tuttavia la compagnia d’assicurazione ha ritenuto di non procedere con l’indennizzo in quanto tale sofferenza sarebbe legata al rischio stesso insito nella vita, dunque non rimborsabile.
A questo punto l’uomo si è rivolto al giudice della Corte d’Appello, chiedendo di rivedere tale impostazione.

La Corte, in realtà, non si è pronunciata a favore in linea di principio ma ha comunque ammesso che ogni singolo caso deve essere analizzato nelle sue peculiarità, così da poter determinare se si tratta di una richiesta congrua oppure no.
Come regola generale, comunque, le richieste di indennizzo dovrebbero essere accolte nel caso in cui le sofferenze post lutto non possono essere considerate come il decorso naturale di un evento traumatico ma come un evento scatenante che ha portato alla lesione dell’integrità psichica e fisica del soggetto, come è avvenuto nel caso del marito tedesco, poi effettivamente risarcito dall’assicuratore.

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