Stress da Lavoro: Danni a Breve e Lungo Termine

Categorie: Assicurazione Sanitaria, News | 10/05/2012

stress lavoro 150x150 Stress da Lavoro: Danni a Breve e Lungo TermineLavorare fino a tarda età produce uno stress non indifferente: e il fenomeno, visto che si andrà in pensione sempre più tardi, è destinato ad aumentare sia parlando in termini qualitativi sia quantitativi.

I dati fin’ora raccolti sono relativi alle imprese pubbliche e private presenti nella provincia di Bologna ma è facile immaginare che possano essere estesi anche ad altre regioni, dando un’immagine sostanzialmente uniforme della situazione nel Paese.

La ricerca è stata promossa da parte dell’ente di formazione professionale Futura Spa, grazie alla promozione da parte del suo coordinamento tecnico dell’ente stesso. Lo scopo della ricerca consisteva nella valutazione delle modalità con cui si determina lo stess da lavoro nelle aziende presenti sul territorio.

Ad essere maggiormente coinvolto è stato, soprattutto, il settore manifatturiero. Lo studio è stato presentato lo scorso 2 maggio ed ha portato alla luce la percezione che dello stress da lavoro hanno i dipendenti addetti alla sicurezza e quelli che sono incaricati del servizio di prevenzione e di protezione.

Le aziende pubbliche studiate hanno raggiunto quota 13 mentre quelle private sono state 144, di cui ben 98 appartenenti al settore manifatturiero. La valutazione effettuata ha permesso di avere una rappresentazione plastica della valutazione del rischio da stress legato al lavoro svolto, anche rispetto agli obblighi normativi e alle difficoltà incontrate da tale applicazione.

Tra i fattori di rischio individuati si segnalano, ad esempio, la scarsità di turnover generazionale e la disciplina degli orari.
Probabilmente non indagato a sufficienza, il turnover è una diretta conseguenza dell’invecchiamento della popolazione attiva. Infatti, una non corretta applicazione dello stesso genera un incremento dei carichi di lavoro mentre, dal punto di vista dei nuovi assunti, provoca spaesamento e inserimento in un contesto che ha troppe variabili per essere gestito senza stress e senza ansie.

Senza contare che i nuovi arrivati spesso vengono sostituiti senza che nemmeno abbiano raggiunto la piena consapevolezza delle proprie mansioni e senza aver sviluppato appieno abilità utili all’impresa.
Infine, non può non essere considerato lo stress associato ai turni, soprattutto se si tratta di turni notturni e festivi.

I lavoratori più stressati, non a caso, sono operatori di call center e autisti di autobus, oltre, naturalmente, a tutti coloro i quali lavorano in campo sanitario, costantemente a contatto con le emergenze e con lavori di precisione.
Tra i dipendenti pubblici, si percepiscono più a rischio stress i lavoratori impiegati negli sportelli a contatto con il pubblico, i controllori, gli operatori sociali e di asilo nido, gli addetti alla protezione civile e alla sicurezza, i vigili urbani.

Rispetto a tale coinvolgimento, tuttavia, sono ancora poche le aziende che hanno deciso di agire fattivamente e che hanno recepito gli obblighi di legge per meglio gestire la situazione.

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