Truffe alle Assicurazioni, una Triste Necessità?

Categorie: Assicurazione Auto | 02/05/2012

truffe assicurazioni 150x150 Truffe alle Assicurazioni, una Triste Necessità?Secondo gli studi effettuati da parte dell’Osservatorio SuperMoney, non sempre i truffatori delle assicurazioni sono veri e propri speculatori senza scrupoli.
Alcune storie di raggiri sono anche storie di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese e si tramuta in truffatore, sì, ma per necessità.

Liquidità extra e pareggio dei costi delle rc auto troppo elevati costringono alcuni guidatori ad escogitare modi per frodare la propria compagnia assicurativa e rientrare delle spese troppo elevate. Certo, siamo ben lontani dal trovare una giustificazione a questi comportamenti, ma non si può certo liquidare il fenomeno con due parole: occorre una significativa presa di coscienza da parte della società e delle Autorità, al fine di risolvere non solo questa problematica ma, soprattutto, quella che alla base provoca tale circostanza.

Un problema di liquidità

Il numero di famiglie italiane che non arriva alla quarta settimana del mese è in aumento e la mancanza di liquidità può spingere anche persone insospettabili a ricorrere a qualche “trucchetto” per far quadrare i conti.
La recessione economica, d’altro canto, non sembra arretrare e l’impoverimento appare sempre più palese, dietro una facciata di finta normalità. È chiaro, quindi, che questo terreno di coltura diventa fertile per quanti tentano di sbarcare il lunario magari anche con azioni al limite della legalità o propriamente illegali.

Ciò che colpisce, in effetti, è che dai rilievi effettuati da parte degli esperti, la liquidità così ottenuta non serve ad arricchirsi o a farsi passare qualche sfizio ma, piuttosto, a pagare bollette e spese urgenti o improvvise ma non rimandabili.
Fino ad oggi, probabilmente, questo specifico aspetto del problema era rimasto per lo più nascosto, sotto traccia, preferendo parlare di truffe assicurative perpetrate da individui loschi e senza scrupoli, molto più facili da liquidare con il motto “tolleranza zero”.
Il fenomeno, invece, sembra essere molto più variegato e direttamente collegato alle difficoltà economiche che in molti si trovano a dover affrontare negli ultimi tempi.

Grazie ad uno specifico sondaggio realizzato dall’Osservatorio SuperMoney si sono potute indagare le condizioni nelle quali si trovano gli italiani e si sono studiate le modalità con cui ciascuno tenta di uscire dalla crisi e garantirsi un migliore futuro, per sé e per la propria famiglia.
Un dato che certamente lascia interdetti è quello che si è ottenuto dalla conduzione del sondaggio fra 300 intervistati, scelti a caso. Infatti, secondo le dichiarazioni effettuate, il 65% ritiene di aver pensato, almeno una volta, a come poter aggirare le spese per il mantenimento dell’auto, effettuando una piccola frode ai danni della compagnia assicurativa, così da riuscire ad ottenere un po’ di liquidità, tagliando le spese.

Sondando di più il terreno, comunque, si scopre che del 65%, il 40% ammette che ricorrerebbe ad una frode solo in caso di effettiva necessità, mentre il rimanente ammette che la propria condizione economica è talmente peggiorata in appena un anno che trovare un trucchetto per risparmiare con la propria assicurazione rappresenta ormai una boccata d’ossigeno indispensabile ad andare avanti.

Le risposte degli utenti

La risposta più interessante dell’intero sondaggio era certamente quella relativa all’aver pensato di raggirare la propria compagnia assicurativa per ottenerne un immediato vantaggio economico in termini di liquidità.

È sorprendente notare come solo il 35% dei rispondenti abbia scelto l’opzione “no assolutamente”, a dispetto delle percentuali rimanenti che, pur con sfumature diverse, ammettono che un pensierino ce l’hanno già fatto.
D’altra parte, sembra che in molti si credano giustificati anche a causa dei premi sborsati negli anni passati. Si ritiene, infatti, di aver pagato sempre più del dovuto, pertanto cercare di “pareggiare i conti” con il fai da te, poco importa quanto legale, sembra un’aspirazione legittima da parte di chi si è sempre sentito vessato.

In Italia, com’è noto e come tutti gli automobilisti ormai sanno, il prezzo delle polizze assicurative auto è ben più elevato di quanto non sia nel resto d’Europa, senza contare che gli aumenti non accennano a fermarsi, nonostante le dichiarazioni di svariati esponenti del settore e delle Autorità di controllo del mercato.

Come l’Ania ha fatto notare, solo nel 2010 il prezzo medio di una polizza assicurativa auto ha subito rincari pari al 4,8%: è per questo motivo che molti consumatori ritengono le compagnie d’assicurazione le vere e uniche responsabili dell’aumento dei prezzi, divenendo il principale antagonista da combattere, anche con eventuali piccole truffe.
È scontato sottolineare, comunque, che nonostante le risposte al sondaggio non si può affermare che il 65% degli italiani abbia effettivamente commesso una frode ma non si può fare a meno di cogliere il segnale, spia di un profondo disagio sociale ed economico.

D’altra parte, le compagnie assicurative in più occasioni hanno dichiarato che la causa dei rincari è rintracciabile anche nel numero di frodi a proprio carico, costantemente in crescita. Un circolo vizioso, insomma, che non accenna a trovare delle soluzioni reali, visto che i tentativi di riforma, pur lodevoli in alcuni casi, tendono a svuotarsi dall’interno a causa della pressione delle lobby e dei vari portatori di interessi che con questo mercato si confrontano.

Le difficoltà del Sud Italia, ma anche del Nord e del Centro

I rincari, come dimostrano le politiche adottate da parte delle società assicurative, sono maggiori in alcune aree di Italia, tipicamente al Sud, dove maggiori sono anche le truffe, visto che si attestano a più del doppio della media nazionale.

Causa o effetto, insomma, è difficile dirlo: di certo il fenomeno è complesso e andrebbe analizzato da svariati punti di vista.

Il circolo vizioso, come detto in precedenza, è presto servito: ad un premio più elevato a causa delle perdite dovute dalle frodi assicurative, gli utenti rispondono – grosso modo – con altre frodi, perpetrate per risparmiare un costo percepito come eccessivamente oneroso.
Tuttavia, secondo i dati analizzati da parte di SuperMoney, non sarebbe al Sud che si concentrerebbe il malcontento degli automobilisti ma in tutto il Paese, distribuendosi anche al Nord e al Centro più o meno in egual misura.

I nuovi potenziali truffatori per necessità sono in misura maggiore uomini, dal reddito medio basso, impiegati, lavoratori precari o disoccupati: fasce di popolazione colpite, insomma, e non per scherzo, dall’incedere della crisi.

Truffatori per necessità

Il profilo emerso dalla ricerca di SuperMoney del “truffatore per necessità” identifica determinate caratteristiche: età tra i 35 e i 44 anni, residenza ripartita in modo equivalente tra Nord, Centro e Sud del Paese, sesso maschile, reddito mensile non superiore ai mille e 500 euro netti al mese. 

La frode da perpetrare, invece, permetterebbe un risparmio di circa 500 euro all’anno: un chiaro segnale del fatto che nessuno punta ad arricchirsi quanto a mettere da parte un po’ di soldi per necessità reali ed impellenti, come saldare i debiti accumulati o pagarsi delle spese mediche.

Certamente, comunque, un’informazione più puntuale e una consapevolezza maggiore non potrà che essere d’aiuto nel contrastare il fenomeno. Sono ancora molti, infatti, gli automobilisti che non effettuano delle vere e proprie scelte in campo assicurativo, tendendo ad affidarsi, per pigrizia o per scarsa conoscenza del mercato, sempre alla medesima compagnia assicurativa da anni.
Effettuare un confronto tra le tariffe, invece, potrebbe già aiutare a risparmiare sul premio rca, senza dimenticare che il decreto legislativo antifrode dovrebbe servire a contenere le truffe di incalliti professionisti del crimine, al fine di ridurre l’incidenza e non consentire più alle compagnie assicurative di nascondersi dietro un eventuale alibi.

email

Lascia un Commento Fatti sentire e scrivi la tua!