Vetture immatricolate come autocarro

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Se il veicolo che possediamo ha determinate caratteristiche, anche nel caso in cui sia stato immatricolato come un autocarro, dobbiamo pagarvi le tasse come un’autovettura tradizionale. Iniziamo con il codice della carrozzeria del veicolo, che deve essere indicato sulla carta di circolazione con la sigla “F0”. I posti per i passeggeri e il conducente non possono essere inferiori a quattro; la potenza del motore, sempre espressa in Kw, deve avere un rapporto almeno uguale, se non superiore, a 180, rispetto alla portata del mezzo stesso, indicata in tonnellate.

In presenza di queste tre fondamentali misure, il veicolo deve essere equiparato ad un’automobile, con i vantaggi o gli svantaggi che ne possono derivare.

Infatti, la finanziaria del 2007 ha previsto una serie di chiarimenti in materia, e una restrizione dei parametri sopra elencati, in modo tale che si evitasse l’immatricolazione di utilitarie come autocarri eo viceversa.


Se prima era esclusivamente la portata a determinare l’appartenenza, oggi si usa la potenza come principale indicatore, evitando chiari bluff che potevano sconfinare nella vera e propria truffa.

Ci si potrebbe chiedere il perché della “corsa all’immatricolazione come autocarro (o come veicolo ad uso ufficio)”. La risposta è semplice: nel caso in cui questo avvenga, esistono dei consistenti sgravi fiscali che un’impresa, ma anche un semplice lavoratore autonomo in possesso di partita iva, può applicare con evidente beneficio sul calcolo delle tasse dovute.



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